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Tutte le poesie del concorso PARTE DUE

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Tutte le poesie del concorso PARTE DUE

Messaggio Da Admin il Ven Gen 14, 2011 10:54 pm

Seconda tranche delle Poesie del Concorso: "Poesia a tema libero"


Il gelo nella notte Giuseppe Gambini – Garbagnate Milanese (MI)

Sereno è il cielo stellato
in quest'effimera stagione che passa
lento è il vagare nel bosco di sera
tra sterpi e grovigli di rami secchi
stanco è l'avanzare del passo
lungo sentieri di polvere e ghiaia
barcollanti a tentoni vado
ad alberi inariditi appoggiandomi
tutto è confuso nell'irreale nebbia
che avvolge la mente e dilata i ricordi
manca un preciso orientamento
nel riluttante uscire dal bosco
solo l'istinto mi prende per mano
solo rimpianti scortano l'anima
lungo sentieri incespicanti
dove tutto sembra smarrito
mi volto indietro
e distante un vuoto intravedo
guardo avanti
e vicino bianca neve io vedo...
...il gelo della notte
implacabile avanza
sotto un cielo stellato!

Nella camera ardente Andrea Pavone – Lecco (LC)

Nel silenzio di questa stanza,
tra il singulto di un figlio,
il mesto sussurro di una figlia,
il verso di una preghiera,
s'addipanano i ricordi,
centinaia di incredibili efelidi
che su lucidi fregi di graffite
porgono il loro saluto al sole
vive di nuova agra bellezza
dopo un diaccio riposo invernale,
nel vorticoso petalo di una rosa bianca,
che fuori dal feretro,
ti rendono immortalità.
E dal fondo del tuo capezzale
ci guardi trionfante
come chi ha appena trovato la soluzione
ad una burlesca sciarada,
ordita dai menestrelli
alla corte dell'Enigmista.


Rita amica mia Maria Grazia Vecchini – Verona (VR)

Sono salita col pensiero sul faro in cerca di quiete
la diga di San Felice è lì dentro l'orizzonte
dentro un'estate lontana
batte quel mare contro gli scogli
ha lo stesso rumore dei nostri cuori di allora.
S'è aperto il calepino degli scarabocchi
che tengo sempre legato sul petto
è scivolato ai miei piedi,
come mazzo di fiori campestri,
s'è aperto sulla pagina dei miei respiri.
Il respiro calmo del sonno
il respiro caldo del riso
il respiro affannato della corsa
il respiro addestrato al canto
il respiro gridato della nascita
il respiro trattenuto della paura
il respiro frenetico dell'amore
il respiro a scatti del pianto ...
Rita il tuo respiro è volato dentro un meriggio d'aprile
sfiorando i girasoli che tu amavi tanto
lavati nell'ultimo saluto con rugiada salata libero, dentro l'Universo.
Intoccabile magia dei nostri tredici anni.
La gioia s'è vissuta col niente nelle mani
correndo dietro ad un aquilone preso in prestito.

Ciclicità Andrea Tamburrini – Roma (RM)

Anche il cosmo morirà.
Ma l'energia rimarrà.
Concentrandosi
in una singolarità,
il che lo zero assoluto
limiterà.
E simile a soluto nel solvente
essa esploderà.
E l'universo
rifiorirà.

A mia figlia Tiziana Derudas – Ossi (SS)

E t’immagino.
Danzare con le fate,
Ridere con le nuvole,
Correre tra i sogni.
E t’immagino.
Afferrare una stella per la coda
E lasciarti cadere dolcemente tra i miei pensieri.
Ti vedo .
Rubare un desiderio
E restare immobile in attesa .
Ti sento.
Ridere,
Soffrire,
Piangere .
Tutte le volte che i nostri cuori si avvicinano
Ma poi per niente
Si allontanano nuovamente.
T’immagino anche ora,
Aspettare su una nuvola
Che le nostre anime si fondano insieme,
Per dare vita a un sogno,
Il nostro sogno,
Unica strada che tu possa percorrere
Per arrivare fin qua.
Per diventare realtà ..

I poeti sono ladri Igino Mazzieri – Filottrano (AN)

E' diventata rara
la materia prima
e spesso impura.
Depredati i prati, spariti
fiumi, fonti e laghi, imbrattati
i mari da sangue e petrolio, bruciati
gli amori da troppi riflettori,
qualcuno di noi
abbatte monumenti
per qualche pietra da riusare
nelle sue misere stanze.
Un altro finge di pregare
davanti alle sacre urne
e poi, spente le luci,
apre il sacrario
in cerca di reliquie.
Qualcuno veglia, interessato
un collega moribondo
rovistando nel suo armadio
respirandone l'ultimo fiato.
Specialmente i poeti suicidi
o quelli esiliati o freddati
nell’adempimento del proprio poetare
sono quelli più saccheggiati.

La notte - Andrea Vanni – Livorno (LI)

Quando la notte avrà nascosto i segni più vividi della tua presenza,
resterà solo il bagliore del tuo ricordo.
Invano cercherò segnali di te nel buio,
invano stringerò a me la tua immagine impalpabile,
invano cercherò le tue orme su marciapiedi calpestati e battuti ogni giorno.
Camminerò cieco per avvertire vibrazioni della tua presenza,
per cogliere odori usuali del tuo passaggio.
Sfiderò, questa notte la paura del silenzio,
l'angoscia della solitudine,
il terrore di non ritrovarti:
ti cercherò questa notte,
ti cercherò questa vita,
con la disperazione di un bimbo smarrito.

Festa di Capodanno Annalisa Parrini – Trieste (TS)

Giorni di festa
fontane e piazze ornate
sul calar del sole
bagliori luccicanti
strade colorate guarnite di vecchio
eleganti si mostrano
agli occhi vuoti dei pochi soli..
svestite dall'arido insieme
di bocche incurvate
in un ..sorriso.
Si ecco il sorriso..
sconosciuta mano la tua
come una morsa stringe.
Folle ironia..certo
Pirandello
uno nessuno centomila..
cerchio prigione curva
dentro
affannati coriandoli ti rincorrono
poi stremati...
ai tuoi piedi tristemente
colori piangono.
Una finestra osserva.
I suoi battenti
chiude.

Uno scorcio di tempo Miriam Giannone – Ardea (RM)

Luminosa periferia romana
- case ocra tra smog, orti e giardini.
Ondeggia, va sicura una signora
lungo la via deserta, e quasi diva
nella sua vaga e inconfessata età
spande d’intorno una fragranza ambrata.
E’ una danza gioiosa di colori:
l’oro disperso tra i capelli mossi,
il rosso scintillante sulle labbra,
i dolci occhi palpiti di azzurro,
il décolleté e le mani biancheggianti,
la blusa di cangiante taffettà.

Pomeriggio di rose e rampicanti.
Va incontro al suo destino la signora,
va e respira uno scorcio di tempo
che risplende di quiete e libertà.
Quando d’un tratto irrompe un motorino
guidato da un centauro insolente
che scorge quella sagoma ancheggiante,
la squadra quindi con smaniosa cura
da capo a piedi e mentre si allontana
sentenzia forte: “Ancora se pò fa’! “
Con l’animo in subbuglio la signora
sorride frastornata …… e ancora va.

L’immortalità Carlo Barilani – Colico (LC)

Il vecchio ha accumulato tempo e
la matematica di nascosto
appoggia uno sopra l’altro
i pesanti mattoni,
modellando l’anima.
Il ritmo del respiro è
una noce che cade su
gradini di pianoforte,
le note sono storie
da raccontare,
riempiono le incognite
di un’operazione, di un mattone.
L’ultimo gradino è il bordo di un uguale senza fine,
rotaie infinite,
dove ridere non ferisce il guscio e
dove il vino non ferisce il frutto,
anzi.
L’uno è assaggio di felicità,
l’altro degustazione di immortalità.

Fatale Paola Moretti – Milano (MI)

Scia di ghirigori dattilografata
su pelle bagnata
da saliva calda.
Sbuffa fumo purpureo ed é candida nel suo provocare.
Puó essere la tua follia piú salda.
Squarci stonati su un corpo dormiente.
Non lasciarti ingannare
sii diffidente.
Respiri che si abbracciano
in pupille che si sfuggono.
Tutto é cosí blu
e i secondi si riavvolgono
mentre un sorriso ti ferisce
il sangue sgorga
non rosso,
ma farfalle
finché finisce.

Per un cuore nuovo Angela Maria Tiberi – Pontinia (LT)

Debbo dimenticarti,
per poter campare,
senza odio e frastuoni
in questa vita demente e di miseria.
Sei stato l’amore sognato
insieme a una notte febbrile che
ha unito il cuore mio al tuo,
senza lamento che ha lacerato
la mia voglia di vivere.
Dov’è la felicità,
se non l’alcova familiare?
Tu sei il tuono del cielo sereno e
mai potrò scordare anche se la
ragione vuol prevalere
sull’amore che ho donato a te
senza nulla chiedere.
Briciole di stelle brillano nelle mie mani,
a te dono con un soffio di vita che
per sempre mi congiunge a te
fino all’estremità del cielo infinito.

Afferrando attimi Maristella Angeli – Macerata (MC)

Ali di farfalla vibrano
pensieri frantumati
ricreati
senso della vita
l’astratto, l’irreale
sogno miscelato
ai colori del vento
nell’andare vago
afferrando
attimi di ieri
barlumi di futuro
nell’immediato
consumo angoli
fuggendo all’oscurità

Sono Anna Maria Gazzana - Sant’Agata Li Battiati (CT)

Sono formica
fuscello
foglia
filo d’erba
fiore
profumo,
ma davanti al cielo
il mio cuore si apre
corre
sale
sale
va sempre più su,
per capire.
E avverto il mistero di quest’immenso,
fuori di me
e dentro di me.
Anch’io faccio parte dell’Universo,
ora.

Quando..... Carla De Angelis – Roma (RM)

Quando è arrivata la parola
non ero lì
Ora la cerco nelle strade
tra i sassi,
soffio le particelle di polvere
nei battiti del pino
senza calpestare le radici
del pane dorato fra le spighe
ho aperto una nube e l’ho cercata
nelle gocce che accompagnano
il canto della poesia
Devo chiedere perdono
per quella distrazione
devo ripercorrere tutti i volti
risolvere quel pianto di bimba
stendere la solitudine dove solo i sogni
la possono ritrovare

Emozioni Laura Margherita Volante – Ancona (AN)

Oggi parlerai al mare
col vento legato nei capelli

poeta è il tuo lago profondo
che veleggia bianchi
e lievi aquiloni di mare
ove il sale d’una lacrima
si fa oceano.
Li senti vivi
come la tua anima
i sassi del mare
e in un fremito
l’eco materna
t’assale.
E’ il mare di acque chiare e di abissi

i coralli sono le scogliere
dell’anima che brucia
e nel fresco ristora
le lacrime scorrono sulle gote
senza un fremito
vedi le prime luci
scivolare sulle gocce
e il tramonto più rosso
scolora.

Sos sms Maria Cristina casa – Roma (RM)

Uccidono l’italiano
le pa ro le pal lot to le
rot te, ta glia te, spez za te.
P u l v i s c o l o d i f o n e m i,
di VoCaLi SeNZa VoCi.
Piog gia di ab
bre via zio ni
sen za v i r g o l e
g o c c e
Siam giunti a punti morti,
con le maiuscole ansanti.
Ora che siamo milioni,
dovremmo comunicare,
ma la realtà di singhiozzi
strozza la voce del cuore.
La penna del calamaio
è nel dimenticatoio,
non verga più alcun foglio,
versa lacrime d’inchiostro …

Riverbero Eliana Sci – Randazzo (CT)

Tutto è annebbiato …
come una notte soffocante … un crepuscolo raggelante …
una stanza cupa...un faggeto adombrato …
Tenebroso, come un raccapricciante pensiero che importuna una mente saggia,
ma fangosa di ossessioni singolari.
Delirio … oblio … stordimento …
in cui l’io riverbera, nell’intimo di un bicchiere traboccante,
l’attendibile natura dissestata.
Tracotante, in un angolo opaco,
intriso di atavici ricordi e rievocazioni devastanti,
celebro l’esistenza, con esultanza e diletto.
Un sogghigno sprezzante mi riporta ad un cumulo di avanzi,
dal sapore violento e letale.
Trucido l’ego, demolendo il corpo,
soccorrendo a fatica la fantasia.
Estendo una mano bramando aiuto,
nel vaneggiamento insano di un’oscurità peccaminosa.
Vago senza intento, nei viluppi di un senno ormai assorto.
Mi prostro, agitato, elucubrando un’inammissibile passato.
Svellendo una traccia di lucidità,
concludo questa intollerabile sevizia.
Distanziato ormai dall’allucinogeno furore,
e rientrato in una sensata ma esangue realtà,
sopprimo memorie … riecheggianti torpori …
sembianze imbrogliate … fattezze segrete...

L'eterna Vita Sabrina Tordini – Pagliare del Tronto (AS)

Vorrei innestarmi con il frutto dell'ardore, cosicché da ammainare da me ogni
disamore
per poter poi estirpare da me ogni male,carpirne le radici e del peccato i
vizi.
Abolire qualsiasi mancanza e conquistare della pace, l'alleanza.
Eliminare qualsiasi incorettezza per piacere a te e assaporare le vie della
freschezza.
Sacrificare la mia vita per arrivare al giorno in cui dovrò affrontare una
sfida
Se il peccato depenno il male cancello
se mi smarrisco da te fammi ritornare.
Sono sbarcata da questa nave dove brutto era il mare, per arrivare fino a te e
nel tuo riparo per sempre stare.
Supererò questa grata arriverò di fronte ad una grossa muraglia
l'ha scalerò con un po’ di fatica, per godere insieme a te questa grande
meraviglia.
L'ETERNA VITA.

Ricordi Filomena Gagliardi – San Benedetto del Tronto (AP)

Macchie in lontananza
di Nubi
Ooasi canute nel Cielo
Sprazzi incontaminati
di Luce…
I raggi sorridono
Timidamente.
Li porto con me
Contemplando stasera
I bei monti azzurri
Perduti
Lontani
Tra i seni
che li disegnano.

Autunno Rosalba Spagnolo – Messina (ME)

Mi specchio
e vedo quel senso
di tanta strada negli occhi,
un protendersi dell'anima
verso certi incanti
che suscitano
inattese risonanze nel petto.
Ma piano, con discrezione.
Per non irrompere
nell'eco dei ricordi
con fragore.
La prima foglia
ingiallisce,
si accartoccia secca.
Si arrende all'autunno.

Non mi trascinerai Francesco Pasella – Tempio Pausania (SS)

Oh vita,
in una pozza
di sangue dissanguata
dal mio stesso vino
non mi trascinerai;
Oh tempo,
deteriora questa
carta maledetta
benedetta da tronchi beati;
Oh morte,
non rubare l’immortalità
a questi fragili versi;
(Oh) Pazzo,
spegni quella luce e va a dormire,
che il sonno lenisce le ferite
ferie – fi-ni-te
sempre assopite
mai concepite.

A mio padre Armando Romano – Roma (RM)

Mi hai insegnato tutto,padre mio.
Col silenzio ,quando sembravi lontano …
Mi hai parlato con la tua vita,
col tuo lavoro e anche con le tue debolezze …
Mi hai mostrato il tuo cuore ricco,
con i suoi scatti,la sua sincerità.
Ti ho visto scherzare e litigare,
ti ho visto timido,goloso e determinato.
Timore e coraggio ti erano compagni,
egoismo e generosità,errore e verità.
Ti chiamavano Generoso e ancora ti ricordano,
nel tuo ho riconosciuto il volto di Dio.

Notte Angelo Chiarelli – Figline Vegliaturo (CS)

Assorta aleggia la lucente luna
nel cielo, appassisce il sorriso delle
pudiche stelle ed il tremore della
notte avvolge il destino delle genti.
Così vicino al tuo sguardo che
fugge il mio e un sorriso ti salva
dall’arrossire è la luce del
lume rischiaratore della notte.
Mai non rende qualcosa il possederla
vessillo dell’avere la distanza
da vicino anche la più bella rosa
pare sgualcita. Così come il sogno
all’appressar del dì, anche l’amore,
nell’indifferenza svanisce e ogni
bacio si spegne nella percezione
della vanità del sentire altrui.
Eppure la luna non sta lassù
senza ragione; vorrà forse a
noi rivelare che nemmeno il
dolore e la miseria sono invano.

Diamante Manuela Magi – Tolentino (MC)

Il tocco di un diamante
-la tua parola-
sulle mie rughe,
di esistenza astratta.
Con levigata cute
ricopri la mestizia,
quando l'autunno inumidisce il sole.
Gravido è il cielo,
trattiene a stento
-grappoli di nubi-
mentre una lenta goccia
si inanella trasparente
-fino a terra-
Ah... se potessi rovesciare il giorno...
rinascere follia, dea, oppure maga
circumnavigare in fretta il tempo,
uccidere lo spazio, amore,
-il mio tormento-

Mi appari Laura Congedo – Copertino (LE)

Nel sogno m'appari
rugiada,
molecola ridefifinita,
che si nutre di brina amorosa
per dar senso alla vita.
Mi scopro a scrutar l'orizzonte,
per cogliere l'istante epocale,
in cui l'essere dirotta sè stesso
verso l'altro da sè ,
che spesso ci appare!
I tuoi baci, stelle cadenti,
trabordanti di note e di luci
irrompono, squarciano, assalgono,
modificano
riconvergendo quel battito asimmetrico
al cuore.
Il tuo affannoso, trainante,
travolgente, sinuoso respiro ,
sfavillante sfarfallio,
ondeggia e ripercorre i'amato ombroso lido.
Imperversa, su per i monti,
solca i laghi, i fiumi e i mari,
scuote la provvida terra e infine,
nel desio, inesorabilmente, s'abbandona!

Autunno Giulia Peri – Poggibonsi (Si)

Sentir il vento
che soffia tra le vesti,
sentir che il sole
ormai è coperto.
Piedi stretti nelle scarpe
troppo chiuse;
fiducia nel calore di una fiamma
ormai lontana.
Rintanarsi nel cappotto per paura di ammettere
ciò che già si sa.

L’ho vista Bruno Bianco – Motegrosso d’Asti (AT)

L’ ho vista servire fratelli e mariti, padrini e padroni
tra stracci, padelle, lenzuola lavate e sporcate da un uomo imbrattato
L’ ho vista la schiena piegata per terra
a mondare da erbaccia le piante sottili del riso annegato nell’ acqua di stagno
L’ ho vista tornare alla sera nell’ aia occupata da carri e sudori
appoggiare il suo corpo a pareti sbrecciate pensando alla paga e alla fine
L’ ho vista cercare lavori diversi, badante e servente, mezzadra e garzona,
pagata anche poco un po’ in nero ma almeno sicura di avere qualcosa
L’ ho vista trovare il suo posto in ambiente coperto
avvitando bulloni a metallo che informe diventa prodotto che vive una vita al di fuori di lei
L’ ho vista capire, imparare, afferrare concetti diversi
e poi diventare l’ esperta del gruppo che sola conosce malizie e segreti di quanto è creato
L’ ho vista nei giorni davanti al Natale girare da sola negozi per sé,
i famigliari e gli amici, spendendo i denari di una tredicesima appena sudata
L’ ho vista ascoltare lassù in sala mensa notizie impazzite che nasce laggiù
nel sudest di quel mondo qualcosa di uguale a quanto quaggiù non sarebbe più stato
L’ ho vista ai cancelli guardare da fuori e pensare a un lavoro scomparso,
finito, smarrito per sempre a favore di gente che lei da lontano nemmeno conosce
L’ ho vista pensare a una donna cinese che dalla campagna abbandona la terra,
fratelli, marito, padrini, padroni e si trova un lavoro a avvitare bulloni
L’ ho vista capire che vale la pena se anche soltanto una donna lontana
si trova davanti una vita diversa che possa aiutarla a giocarsi le carte
L’ ho vista felice, contenta, radiosa di perdere il posto
e lasciare lavoro, stipendio, colleghe sapendo che là un’ altra donna sarà come lei
L’ ho vista. Donna.

La donna Andrea Ingemi – Mesina (ME)

La donna,
irraggiungibile donna
che canto,
quella che era sorriso
di cui il corpo era intriso,
quella di incontri segreti
nell'oscurità della sera,
quella che lo spazio
all'improvviso
ha reso corporea,
la donna granitica
che dal nero
del proprio tempo
torna a rifiorire,
la donna di atavici sogni
quella che non distrugge i ricordi,
l'ingannevole visione ideale,
l'ammaliante donna
che senza fine
continuo a cantare
la donna irraggiungibile.

Ehi tu Cantore Osvaldo – Capriata d'Orba (AL)

Ehi tu ..
Ehi tu .. che arrivavi in punta di piedi
Ehi tu .. che adesso non ricordi
Ehi tu .. che piangi e che ridi di me .. e per me
Ehi tu .. che ti lamenti, ti sfoghi e ti sembra
Ehi tu .. che mi vuoi, che poi mi stringi, che poi t'incanti
Ehi tu .. che i tuoi occhi incantati sono smeraldi nella terra viva
Ehi tu .. che sei fuoco di un incendio, che sei acqua ma non ti spegni
Ehi tu .. che a volte sei marea e il vento che si crea
Ehi tu .. che sei tanto immensa e sempre troppo piccola
Ehi tu .. che se mi guardo dentro, adesso ti riconosco
Ehi tu .. che siamo sempre stati una cosa sola
Ehi tu .. che se mi divido, è solo per guardarti meglio
Ehi tu .. che voglio ritornar una cosa sola e in fretta
Ehi tu .. grazie di essere tu, grazie d'aver scelto me
Ehi tu .. grazie.

Assordante neve. Enrico Danna – Torino (TO)

Assordante neve.
Scoppietta su tetti caduti in letargo
come anime assorte
rapite d’un refolo di vento.
Il silenzio
è lo sguardo d’un pupazzo
in attesa d’una bocca.
Come una nuvola
scivolata troppo in basso
per poter risalire,
volto le pagine
d’un giorno senza regole.
Ore disseminate di lacrime
senza alibi da infrangere.
Solo onde.
Sui binari di treni immobili.
Mentre la neve scende,
più assordante di mille parole
nel vuoto d’una solitudine
arsa di salsedine.
Scende la neve.
Su questo mare
incapace di sciogliersi al sole …

Commiato Fiorella Carrera – Legnano (MI)

Mescolanza d’emozioni contrastanti:
lacrime e paura,
amore sconfinato.
Se almeno avessi preso una foto di noi insieme!
M’immagino una domenica pomeriggio;
il gatto Aldo e noi accoccolati sul divano,
sonnecchianti.
Frugo ancora nei ricordi.
Se almeno potessi cristallizzare alcune immagini!
Poi penso che non ce n’è alcun bisogno.
Tutto è già dentro me,
e non si cancellerà mai.
Tutti i momenti di gioia, di serenità,
tutti quelli che mi avete donato e,
come si canta in una dolcissima canzone;
voi sarete sempre il diamante
che risplenderà nel mio cuore,
il mio orgoglio, la mia casa.
Anche se è difficile staccarmi da voi,
nuove distanze ci avvicineranno,
e nonostante sia complicato interrompere questa magia,
so che è giusto,
che devo andare,
cari mamma e papà.

Senza Titolo Giorgia Rossi – Desio (MI)

Ho i bronchi stretti
schiacciati da dita
spinose che li spremono
seccamente soffocandomi a spizzichi
-e il respiro è lavoro, son tessuti
fatti scempio -il respiro è miraggio.
La notte sveglia non termina
nei sibili, nelle tossi dolorose
che stremano uno sterno infuocato
-è rabbia questa tosse, annidata
tutt'intorno al mio plesso come
serpe scattante ed io so che,
se assopita, basta un niente,
uno spiffero una sigaretta in più,
per risvegliare i sonagli rauchi,
velenosi di vetri, sanguinosi bronchìoli,
alveoli irritati, tristi cellette
d'ossigeno scarso, asmatiche,
zoppicanti -mi costringete come
un cappio a strappare ogni sospiro
a un'agonia fasulla -o forse invece
mi ricordate ad ogni spasmo che
altro non è, questa mia, se non
un'agonia lunghissima
E io non posso nulla.

Eco della riviera Alberto Mainardi – Magnano (BI)

Luce che non dalla notte discendi
Del passato, sommersa all’ora sera
Dal mare d’ombre che accalca i pensieri
Sull’uscio serrato della memoria,
Da queste che il mezzo giorno candivi
Scoscendenti petraie, oh, non ritrarti ora
Che disappare la scena del mondo,
Ma ancora un poco indugia tra gli olivi
Fruscianti in questa calma quiete tarda,
Sospesa al tamarisco e l’erbaspada,
Alla brezza marina sulla vite,
All’olio discendente sulla barba,
Al frullo dei gabbiani sulla torre,
Fino a che in te le urla dei bucanieri
E il delirio che romba dentro naufraghino ―
E dal fondo risalga la tua voce:
― Voi che siete di terra ― e chiami ― andate
Dove non fermano gli occhi il confine
Tra mare e cielo
Ed un camminamento d’acque s’apre
Sulla soglia tra l’uno e l’altro abisso
Nella notte azzurra!

La ricetta del cuore perfetto Stefano Pellone – Napoli (NA)

Ieri ho letto le istruzioni
per fare un cuore perfetto:
ci vogliono le migliori intenzioni
e trentasei metri di tetto,

di felicità quanta ne vuoi
e di dolore una spolverata,
un pizzico di senno di poi
e di coraggio una bella manciata,

tre paia di ali di fantasia
per volare quando si è giù
e una goccia di malinconia
per ricordare chi non c'è più,

due fette di compassione
e un bicchiere di creatività,
aggiungi un filo di delusione
insieme a due dita di libertà

ma mi raccomando con la gioia
(non ne bisogna lesinare)
e poi solo un grammo di noia:
ecco, direi che può bastare.

La ricetta è in pratica questa,
manca solo l'ingrediente finale:
riempire con amore fino alla testa
senza paura di farsi del male.

Ninna-nanna Chiara Mutti– Tivoli (RM)

Ammalio l’orco
strappato al sonno
dei luoghi bui.
Lontano,
oltre il non-mondo
sorseggio al calice
dell’anima mia
oltre, i grattacieli
oltre le stelle.

Il dolore è una nenia antica
che ninna il cuore.

Emigranti ieri e oggi Angela Petriccione - Genzano di Roma (RM)

In valigie di cartone le storie
Colme di speranze lacrime sogni
Racchiuse con rude crine da nodi
Per luoghi lontani senza vittorie
Hanno provato la cruda angoscia
Strozzato l’animo contro bisogni
In terre straniere luoghi ignoti
Muti sì soli a ripensar la scia
Ritorna qual ciclo la stessa vita
Rispolvera i ricordi lontani
Nuovamente qualcuno li rivive

Allucinazioni antracite Giuseppina Morrone – Villanova di Guidonia (RM)

E infine eravamo soli
nelle mie allucinazioni antracite
tra quattro mura isolate
maldestro rifugio di una corsa
che infuriava schizzando fango
tra fiori alti a frustarci le gambe
in un avido rincorrersi a briglia sciolta
perché il nostro riconoscerci
trascendeva ogni tempo
ogni luogo, ogni logica
e anche se la vita non ci dava indizi
sapevamo che c’era sempre un perché
nascosto nei germogli
e ci piaceva l’attimo prima
l’attimo prima dello strapiombo
sentinelle immobili contro il vento
sapendo esattamente cosa spandere
nei solchi arrendevoli dell’anima
e continuavamo a lacerarci di noi
della nostra giovinezza fin quando
sistemando le talee dei nostri sogni
socchiudevamo le finestre degli occhi
per non essere accecati
dalla luce dell’ignoto.

Pomeriggio di sole Mariano Piccirilli – Putignano (BA)

Se non fosse per il tuo candido respiro
ti avrei pervaso di alabastro
cospargendoti i capelli, i seni, i fianchi, le gambe,i piedi.
Se non fosse per le tue rosse gote
ti avrei spogliato da tutto
ma non da me
che avrei acceso il camino sovrastante
ardente e aitante d'amore per te.
Poi mi accorgo di come è gracile il tuo volto
quando mi avvicino e ti sfioro
annuso il tuo collo, profuma d'oleandro
e mi fermo inerte
sussurrandoti nell'orecchio ciò che ho sempre pensato di te
frutto divino e prelibato del mio amore.

Senza titolo Federico Bordin – Riese Pio X° (TV)

Ogni principessa
che abbandona un cuore
è come un velo di stelle
richiuse nella trama d'un mattino.
Non han luce più del sole
che d'amor t'acceca.

Mal di vivere Annalisa Vergani Castoldi – Seregno (MB)

Il buio che incombe
tesse una trama
di terrore
e la mente vacilla
annaspando nel nulla,
lacrime e inedia
scandiscono le ore,
il vuoto riempie ogni giorno
la luce è lontana.
Pensieri come lame taglienti
affollano la mente
forgiando sentimenti
di puro cristallo
che feriscono il cuore.
Un impeto improvviso
scuote e rompe l’assedio
per poco,
poi tutto immutabile
sprofonda nel gorgo
vischioso e nero
l’attesa mano salvifica
tarda per sempre.

La transumanza Antonio Ciervo – Trento (TN)

Nel tramonto della sera
il silenzio scende
nel mio cuore.
Il luccichio delle fredde stelle
illumina il cammino
lungo i sentieri della mia anima.
Il buio della notte
chiude i mie occhi
e salda la mia bocca.
Inizia la transumanza
che mi porterà
nei campi fioriti
di nuove albe dorate
dove nutrirò le mie speranze.

Lampare Ornella Gatti – Ladispoli (RM)

Tra le ombre che si specchiano
in un mare di velluto blu,
laggiù
al limite del mio sguardo,
una lampara procede lenta
tracciando la rotta
in una scia di spuma bianca.
Il pescatore di vedetta
scruta lontano
tra stelle danzanti e nastri d'argento,
la virata in picchiata di un gabbiano.
Solo, in un mondo
senza pensieri e senza parole,
nella carezza dolce del vento
lieve un sussurro svela l'incanto.
Ho visto più di quanto pensavo
di poter vedere...
Ho amato più di quanto credevo
di poter amare...

L’enigma vitale Osvaldo Crotti - Almenno S. Bartolomeo (BG)

Perché sono nato;non si sa.
E’stato solo un caso?
Oppure qualcosa ci nasconde
il segreto di una verità?
Dunque quest’enigma ci
fa continuamente dannare.
Ogni pensiero è vano,
e di conseguenza non
ci induce nemmeno a sperare.
Mentre un altro giorno
volge al termine.
Si avvicina sempre più
quel passaggio che ci porta
oltre i confini dell’immaginario.
La mente barcolla.
Il corpo non regge
il peso della senilità.
Con un filo di voce tremante
e una smorfia di dolore.
Anche l’ultimo sorriso si spegnerà.

Il fallimento Marco Martini –Sant'Elpidio a Mare (FM)

Ho fallito nelle migliori occasioni,
ho fallito nelle peggiori occasioni,
ho fallito distruggendo ciò che avevo creato,
ho fallito e di questo ne ho pianto.
Sono stato distrutto, dalle mie esibizioni,
sono stato distrutto, dal mio amore,
sono stato distrutto dalle sensazioni,
sono stato distrutto.
Ho fallito ancora, quando non avevo niente da perdere,
ho fallito anche quando contavate su di me
ho fallito anche, quando sapevo di poter fare bene,
ho fallito e di questo ho pianto.
Lacrime, dolore, nello stomaco,
nella mente, nelle mie arterie scorre,
come il sangue, il rammarico del fallimento
eppure...dopo tutto questo,
ho ancora il bisogno di fare,
anche se fare è fallire,
anche se fallire è dolore,
anche se dolore è tristezza,
anche se il fare mi uccide poco a poco,
so che il bisogno di fare in me cresce sempre...
cresce...
ed ora so perché...
perché fare, è la testimonianza che io sia esistito...
che abbia vissuto...
e che il dolore provato,
è il tempo che su di me lascia il segno
la conseguenza di quelle azione
che mi hanno fatto sentire vivo
anche se solo per un istante
e allora comincio a scrivere,
senza neanche saper bene quello che dire...
senza neanche cercare di capire
se ciò che dico è logico,
perché non sempre può esserlo
lascio andare la mano sulla carta,
stampare le mie idee che si tramutano in lettere,
e mi accorgo, che
scelgo le parole che più mi fanno sentire emozionato,
senza curarmi troppo del significato...
ogni parola è sinuosa e sensuale
quando la vedo apparire sotto la mano...
attraverso la penna de-scrivo
l'attimo in cui mi sono sentito vivo...
e a volte ho paura

Libertà Lucia Sinopoli – Stalettì (CZ)

Se mai decidesse di volerti
si insinuerà nella tua carne cruda
ti obbligherà ad essere te stesso,
e poi senza chiedere permesso
ti inonderà con la sua franchezza
fino a mondarti da ogni pregiudizio,
da ogni subdola caduca doppiezza.
Lei non ti chiederà di idolatrarla,
ti chiederà di viverla e onorarla;
percorrerà attraverso le tue vene
tutti i tuoi nervi tutti i cromosomi,
esigerà da te il tuo pianto pubblico
e le tue gioie chiuse nel tuo intimo;
si inebrierà di tutto il tuo apparire,
e poi s'insinuerà nel tuo intelletto, e qua dimorerà,
padrona del tuo essere e del tuo divenire.
Darà un valore inedito al tuo agire,
ti mostrerà un mondo parallelo,
senza confini, senza conformismo
vorrà il pieno controllo di tutti i tuoi pensieri
infine non quietata reclamerà il tuo spirito
pretenderà che tu diventi lei, ti munirà di ali ti insegnerà a volare
reclamerà la vita in nome dell'amore
vorrà che libri alto e annienti ogni barriera
che il tuo spirito pago sfonda le sbarre di ogni volgarissima galera.

Ciao Catia Maria Grazia Tasillo – Monterosi /VT)

La tua scomparsa ha lasciato
un grande vuoto nel cuore di chi ti ha amato!
Nel mio cuore un vuoto incolmabile!!
Quel giorno quando sei andata via …
Tu non eri sola, c’era Lui con te!
Lui è venuto a prenderti per accompagnarti
Lungo il sentiero della salvezza,
sul suo destriero, è venuto da molto lontano.
Cavalcando con eleganza lungo i corridoi della speranza.
Il rumore degli zoccoli si faceva sempre più forte,
un rumore sordo come il tempo
Che stava per fermarsi.. e non solo!
Un suono angelico che solo tu riuscivi a sentire!
Seguendo la tua energia Lui è giunto fino a te.
Arrivato davanti alla tua stanza,
E’ sceso con grande disinvoltura dal suo bellissimo compagno d’avventura …
Avvolto da un lungo mantello nero,
lentamente si è diretto verso il tuo letto.
E’ rimasto lì in silenzio a fissarti con quei profondi occhi grigi,
Lui è molto attraente lo so!
E tu ti sei lasciata sedurre da quello sguardo intenso!
Lui ti ha teso la mano …
Tu senza alcuna esitazione ti sei concessa a Lui,
le sue grandi ali nere ti hanno avvolto
Dolcemente in un caloroso abbraccio …
Lui ti ha rapita per portarti nel suo regno
Di sola andata e senza ritorno!
Lui ti ha ridato il sorriso, quel meraviglioso sorriso che
Per un attimo si era spento … ma che ora è vivo più che mai!
Lui ti ha concesso la vita eterna!!
Tutti noi pur non accettando il tuo sequestro,
dobbiamo essergli grati, essere sereni
E felici per te … solo per te, perché ora tu sei veramente beata!
Adesso … quel sorriso lo vedo anch’io!
Io ti porterò nel mio cuore per l’èternità !!!
ti voglio bene!
Ciao Catia.

Canto di immortalità Donatella Bisutti – Milano (MI)

Che soprassalto
che trasalimento
che sommovimento di gioia
l’efflusso di luminosi granelli
che la trasmutazione sparge
nella gloria dei mattini.
Che soprassalto
che trasalimento
che sommovimento
di gioia
così infiniti granelli di luce sulla rena del giorno
infinitesimo nulla che feconda
le nostre mani e i nostri volti
le nostre labbra e i nostri occhi
straripa
lo splendore incandescente
la radiosa spina che s’infigge
nel suggello del palmo
a dirci
la nostra vivente
quotidiana eternità

Una storia di cioccolata Brunella Severino – Benevento (BN)

Un Re Maya furbacchione
aveva inventato una pozione
Serpente Piumato era il suo nome
e la preparò non si sa come
fatto sta che era così saporita
che per questo lo nominarono dio a vita.
Semi di cacao aveva utilizzato
tesoro sconosciuto ma prelibato
che lo spagnolo Cortés gli rubò
e la cioccolata inventò.
Ma il conquistatore non aveva fatto i conti
con migliaia di golosi da tutti i fronti
così, i preziosi semi di oro nero
divennero moneta per il mondo intero
per terre e mari infiniti
approdarono a tutti i siti
nei secoli dei secoli viaggiarono
e tutti estasiati ne mangiarono.
Ed oggi ancora ci deliziano i prodotti
che di dolcezza ci lasciano sedotti
tra tutti, la cioccolata è la regina
fondente, piccante.. sempre sopraffina
nelle sue variegate forme
chi la perde non dorme
e se l’umore si trova un po’ in basso
non temere: lei ti rimette al passo!

Luna Maria Grazia Lupetti – Parma (PR)

A Occidente
insiste
l’ultima luce
del giorno ormai finito.
Le nuvole si vestono di sera
nel cielo di cobalto.
Alta, pallida,
la signora della notte
rinnova
la sua luce fredda,
attende
le sue ancelle
che il buio accenderà
una per una.

Scellerata ispirazione Anita Napolitano – Roma (RM)

Sulle rive argentine
del tuo seno mi accascerò e succhierò
latte dai tuoi turgidi capezzoli

Ucciderò il drago insonne
a guardia del portone
e tu come una scellerata puttana
mi accoglierai stringendomi a te
tirerai su la gonna,
e accenderai roghi su rosseggianti
spiagge dopo un eiaculazione precoce
chiuderai le tue cosce bianche

Al drappo del mio cuore
appunterai la tua spilla
bucherai la mia anima
senza voltarti indietro
fuggirai via
sul carro del sole

E questo cantastorie cieco
all' angolo della strada
aspetterà tremante la magica notte
come la lucciola aspetta il buio
al tramonto
mia amante non più segreta
non posso che inchinarmi
ai tuoi volubili dettami

Il passo del tempo Fiorella Lorenzetti – Castelfidardo (AN)

Da giovane guardavo il profilo di mia madre
Mentre i suoi occhi s inchinavano al riposo
Neppure il tramonto assorbiva il suo sbadiglio
Mentre la luna richiamava quel sonno tranquillo
Mi chiedevo ingenuamente come mai avesse
I capelli bianchi e la pelle crespa alle mani
Quando ancor giovane la vedevo.
Ora la sogno in un giardino con essenza lieta
E sono al posto suo con il corpo
Un pò assonnato quando la sera aspetto
Il tramonto e le rughe si intravedono di profilo
Ora capisco il passo del tempo
A quel ricordo do il suo peso
Ora ho l età di quel volto tanto stanco
E aspetto come lei la sera con il profilo
Della figlia accanto.

Cantata per Venezia Carmay Juaeche – Padova (PD)

Popolo bianco, nero, grigio, di tutti i colori …
La tua frontiera si chiama “Via libera „
e la tua lingua, “Universale „.
Oh, estro dell’umanità!
Partitura angelica degli umani.
Oh, glamour degli dèi!
Dipinto della divinità.
Poema, ispirazione dal cielo.
Non credere solo a queste parole
di un uccellino che canta
ai tuoi monumenti vivi,
alle tue case crucifisse,
alla tua natura meravigliosa
che ti guarda e ti abbraccia
e resta sempre accanto a te.
Credi anche al tuo canto,
bella canzone di belle parole,
senti la vera voce nata da te:
“Venezia rossa eroe,
Venezia bianca pace,
Venezia verde libera„.

Elogio al disordine della mia camera Lorenzo Canali – Anghiari (AR)

Elogio di una camera in disordine.
Elogio di un minuto che mi prendo.
Prima di partire e non tornare.
Prima che il tutto mi avvolga.
Elogio delle coperte arrocciate.
Di un cuscino sgualcito.
Del rotolo di polvere che viaggia per il mondo.
Elogio di una scarpa slacciata.
Che vaga solitaria.
La musica gracchia.
L'inglese non lo so.
Il lenzuolo s'è scoperto.
E sta lì in un'attesa confusa.
Senza aver paura del freddo di un mattino.
Incornicio tutto.
Rimarrà così.
Per un giorno, forse per un anno.
O forse ancora solo per una notte.
Prima che me ne vada.
Libero e disordinato.
In ordine sparso.
Come la mia camera.

Laura vola a Ferragosto - Violetta Chiarini – Deruta (PG)

16 agosto 2010 - in morte dell’attrice-danzatrice Laura d’Angelo
Silenzio alfine nella città vuota,
ferragosto di sole che accarezza,
cristallo e lapislazzuli del cielo,
dopo la pioggia che ieri batteva;
più verdi i tigli splendono nel viale
sull’ocra dei palazzi addormentati;
al fremito canoro le cicale
ritornano con note delicate;
indisturbati tubano i colombi
e ampi cerchi disegnano nell’aria,
e abbracciano le piazze e i monumenti.
Questo è il momento magico dell’anno,
quando sembra che Roma sia sospesa
mentre attende un evento prodigioso.
E tu, Laura, hai detto:“Ecco, è l’ora!”.
Hai dispiegato le possenti ali
forgiate con il fuoco del coraggio
della tua lunga sofferenza immane
in un dono d’amore sublimata,
per ricordare alla gente distratta
che la Vita è il supremo dei valori.
Nel cielo di cristallo e lapislazzuli,
con il sole d’agosto carezzevole,
il volo tuo verso l’Eternità.

Sheherazade - Franca Bacchiega (Firenze)


Sinfonia nel caos
fiamma nella nebbia
trastulli mentre informi
salvi per salvarti
simuli
narrando verità
storni la protervia
con la febbre delle storie
tesa
a violare la violenza
nelle fibre dei sultani
a giocare la tua partita a scacchi
contro l'ombra
con le tue pedine chiare
e doni sul flusso della grazia
la tua anima ad un sogno
sillabando la pazienza
seguendo le movenze della vita
da cui respiri le tue fiabe intatte.
E il tuo sorriso sa
del battito continuo, inavvertito
che di notte in notte
versa vita
nel polso della terra.
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